Il divario di competenze nel marketing non è una carenza di capacità sull’AI. È un operating model che chiede alle persone di governare un ecosistema senza averle mai preparate a farlo.
La risposta di moda è incompleta
Di fronte alla discontinuità, le organizzazioni comprano formazione e assumono per i nuovi strumenti. Utile, ma tratta la competenza come un elenco di abilità anziché come una funzione di come l’organizzazione è progettata per lavorare. Le abilità inserite in un modello poco chiaro si dissolvono.
I ruoli che determinano la performance raramente compaiono nel catalogo formativo: chi possiede l’ecosistema, chi governa i partner e la loro remunerazione, chi legge il valore e chiude il cerchio riportandolo alla strategia.
L’ansia è il sintomo di un disegno poco chiaro
Gran parte della cosiddetta ansia da AI nei team di marketing non è paura della tecnologia; è lo stress di ruoli poco chiari dentro un sistema che cambia intorno a loro. La chiarezza del modello la riduce più in fretta di qualsiasi strumento.
Progetta prima l’operating model e la mappa delle competenze ne discende naturalmente: quali ruoli stanno all’interno, quali nell’ecosistema e cosa ciascuno deve saper fare.
Domande frequenti
Quali competenze di marketing contano di più per l’AI?
Meno abilità sugli strumenti, più ruoli di disegno organizzativo: possedere l’ecosistema, governare i partner e la remunerazione, leggere il valore.
Perché i programmi di formazione sull’AI nel marketing rendono meno del previsto?
Perché le abilità inserite in un operating model poco chiaro si dissolvono; il modello va progettato prima che la mappa delle competenze abbia senso.